L'ultimo sospiro di Epulone

scritto da Insideyou
Scritto 8 anni fa • Pubblicato 15 ore fa • Revisionato 15 ore fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Insideyou
Autore del testo Insideyou

Testo: L'ultimo sospiro di Epulone
di Insideyou

Solamente quando il sole risplenderà fulgido e radioso nel tuo cuore libero, allora la sua luce non tramonterà mai più.

***

Il ricco bramava costantemente ricchezza perchè consumato dalla sua avidità: in realtà cercava solamente di colmare la sua immensa povertà interiore, ma ad ogni sforzo non faceva altro che accumularne ulteriormente. Alla fine, quella sterminata povertà interiore fu la sua unica ricchezza ed allo stesso tempo, la sua inguaribile ignoranza.

Solo, nel durante, c’è Amore

(senza tempo e contaminazione del pensiero)

 
Ti vedo in ogni forma,

ma se trattengo la tua orma,

quel ricordo, non sei Tu.

 

Ti anelo in ogni istante,

ma se ti riconosco nel durante,

quel sapere, non sei Tu.

 

Ti lascio in ogni svolta,

ma se a mirarti ci si volta,

quel vedere, non sei Tu.

 

La mente non si ravvede

che il nuovo il sé non vede:

se nel tempo c’è visione,

c’è speranza, che è illusione.

Ci avventuriamo con tanta disinvoltura e superficialità nei sentieri dell'immaginazione e della presunzione per raggiungere le più alte vette delle illusioni, che in poco tempo si toccano così quelle cime apparentemente elevate, ma tremendamente fragili.
Come dune nel deserto, esse sono mobili, il loro movimento è dettato proprio dalle stesse ambizioni e dalla continua suggestione di aver raggiunto o essere qualcosa.

Ma quando poi l'improvviso vento della verità le sgretola, cadere da quelle alture comporta un'atroce sofferenza: nel doloroso schianto nella realtà, c’è l’angoscia della disfatta, la pena della paura e la tristezza pungente dell'inconsistenza e della vacuità.
Così possiamo osservare chiaramente che trascorriamo gran parte della nostra vita a ripetere le stesse azioni, le medesime abitudini, le identiche routine che ci imprigionano in schemi ripetitivi e meccanici, schemi limitati nel tempo, logoranti e reiterati dal condizionamento perché tutto ciò è la parziale visione ed interpretazione del pensiero.

Stufi del ripetere, dell’ottusità raggiunta, dell’immensa insensibilità interiore, dell’insoddisfazione dilagante di una esistenza così monotona, cerchiamo allora rifugio ove capita, in una credenza, in un fantomatico amore, nella concupiscenza, nell’ideale, nella perversione ed in qualsiasi rifugio costruito che possa darci nuovamente l’apparente piacere della soddisfazione personale.
Non ci accorgiamo però, di essere caduti in un altro schema. Ciò lo si vedrà più in là, quando l’abitudine e la dipendenza faranno emergere nuovamente la noia, l’insoddisfazione e quel senso di non essere o avere abbastanza.

Le domande che ci porremo inizieranno ad essere troppe, le risposte non saranno adeguate, allora ci metteremo alla ricerca di qualcuno o qualcosa che esternamente possa rispondere a questi gridi interiori di aiuto. Ci affideremo a delle autorità, a dei maestri, elemosineremo importanza e sicurezza, la più sottile e profonda quella di noi stessi, ci lasceremo imputridire nell’indifferenza o nella resistenza verso tutti e verso tutto, ma non faremo altro che isolarci ancor di più ed imprigionarci ulteriormente nelle nostre convinzioni, paure ed incertezze.
Tutto ciò delinea la sofferenza e l’insito dolore che plasmano gli aridi deserti interiori di noi stessi.

Che cosa faremo? Saremo in grado di fare un ultimo sospiro e rimanere con la nostra desolazione per comprendere da cosa deriva? Riusciremo a renderci conto delle nostre abili fughe ed ai forbiti inganni che tessiamo a noi stessi? Vedremo finalmente cosa realmente siamo e cosa siamo giunti a pensare di essere? Osserveremo o forse penseremo di osservare? Continueremo a condannarci, torturarci, insultarci, indicarci oppure ci esalteremo, ci adoreremo, ci sublimeremo come degli esseri unici e meravigliosi?

Se faremo così, non ci stiamo ancora ingannando? Se tutti gli inganni vengono svelati allora, cosa rimane? Se tutto questo movimento del pensiero psicologico che crea la realtà di tutto ciò che viene percepito, a partire dalla sua visione schematica, parziale e limitata, giungesse ad una fine, che visione c’è senza reazione, distorsione, interpretazione e conclusione psicologica?

Il viaggio in sé stessi parte da quell’ultimo sospiro di liberazione di tutto il passato.

L'ultimo sospiro di Epulone testo di Insideyou
1

Suggeriti da Insideyou


Alcuni articoli dal suo scaffale
Vai allo scaffale di Insideyou